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    in viaggio verso.... Itaca


    Un aiuto per salire


    Quando ti metterai in viaggio per Itaca
    devi augurarti che la strada sia lunga,
    fertile in avventure e in esperienze.
    I Lestrigoni e i Ciclopi
    o la furia di Nettuno non temere,
    non sara` questo il genere di incontri
    se il pensiero resta alto e un sentimento
    fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
    In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
    ne' nell'irato Nettuno incapperai
    se non li porti dentro
    se l'anima non te li mette contro.

    Devi augurarti che la strada sia lunga.
    Che i mattini d'estate siano tanti
    quando nei porti - finalmente e con che gioia -
    toccherai terra tu per la prima volta:
    negli empori fenici indugia e acquista
    madreperle coralli ebano e ambre
    tutta merce fina, anche profumi
    penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
    va in molte citta` egizie
    impara una quantita` di cose dai dotti.

    Sempre devi avere in mente Itaca -
    raggiungerla sia il pensiero costante.
    Soprattutto, non affrettare il viaggio;
    fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
    metta piede sull'isola, tu, ricco
    dei tesori accumulati per strada
    senza aspettarti ricchezze da Itaca.
    Itaca ti ha dato il bel viaggio,
    senza di lei mai ti saresti messo
    sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

    E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
    Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
    gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

    ti vorrei sollevare

     
    Mi hai lasciato senza parole
    come una primavera
    e questo è un raggio di luce
    un pensiero che si riempe
    di te
    E l'attimo in cui il sole
    diventa dorato
    e il cuore si fa leggero
    come l'aria prima che il tempo
    ci porti via
    ci porti via
    da qui
    Ti vorrei sollevare
    Ti vorrei consolare
    Mi hai detto ti ho visto cambiare
    Tu non stai più a sentire
    per un momento avrei voluto
    che fosse vero anche soltanto
    un pò
    Perchè ti ho sentito entrare
    ma volevo sparire
    e invece ti ho visto mirare
    invece ti ho visto sparare
    a quell'anima
    che hai detto che non ho
    Ti vorrei sollevare
    Ti vorrei consolare
    Ti vorrei sollevare
    Ti vorrei ritrovare
    vorrei viaggiare su ali di carta con te
    sapere inventare
    sentire il vento che soffia
    e non nasconderci se ci fa spostare
    quando persi sotto tante stelle
    ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
    cos'è l'amore
    stringiamoci più forte ancora
    teniamoci vicino al cuore
    Ti vorrei sollevare
    Ti vorrei consolare
    e viaggiare su ali di carta con te
    sapere inventare
    sentire il vento che soffia
    e non nasconderci se ci fa spostare
    quando persi sotto tante stelle
    ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
    cos'è l'amore
    stringiamoci più forte ancora
    teniamoci vicino al cuore
    vorrei viaggiare su ali di carta con te
    vorrei sapere inventare
    sentire il vento che soffia
    e non nasconderci se ci fa spostare
    quando persi sotto tante stelle
    ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
    cos'è l'amore
    stringiamoci più forte ancora
    teniamoci vicino al cuore
     
     
    Elisa feat Giuliano Sangiorgi

    Male non farà! ;)

     

    Hei bella non ti vedo bene
    qualsiasi cosa, non lasciarti andare
    son qua se vuoi son qua abbiamo l'età
    ti posso offrire una bottiglia
    e spalle larghe portaguai
    ti posso offrire una bottiglia
    e spalle larghe, spalle larghe, spalle larghe
    Sai bella è tutto nel riuscire
    a conservarsi un uscio per uscire
    son qua se vuoi son qua la chiave ce l'hai
    e sarà gratis ma tu passa alla cassa
    con l'amore che vuoi
    non sarà gratis ma tu passa alla cassa e poi
    cassa e poi, cassa e poi,
    cassa e poi...
    e appoggiati a me
    che se ci dovesse andar male
    cadremo insieme
    e insieme sapremo cadere
    e appoggiati a me
    con la pesantezza del cuore

    Dai deciditi che uohh
    male non farà
    Dai bella lascia giù un sorriso
    lo pago bene te lo pago a peso
    ce l'hai lo so ce l'hai
    ce l'hai pronto lì
    ho tutto il tempo che ci serve
    io lo aspetto qui
    ho tutto il tempo che ci serve

    io l'aspetto io l'aspetto
    io l'aspetto
    e appoggiati a me
    che se ci dovesse andar male
    cadremo insieme
    e insieme sapremo cadere
    e appoggiati a me
    con la pesantezza del cuore
    Dai deciditi che uohh
    male non farà

    Sono qui per l'amore

    una delle poche canzoni che da quanto è bella,
    mi fa addirittura star male...
    mi prende una fitta alla bocca dello stomaco
    e non mi fa respirare....
     
    Sono qui per l’amore, per le facce curiose che fa
    Per la coda alla cassa, con il saldo più o meno a metà,
     per le gabbie di carta, per la chiave scordata in cantina,
    per il giro del sangue e per quello del vino.

    Sono qui per l’amore, per difendere quello che so
    per le rampe di lancio, e lo sporco che riga gli oblò
    che nel lancio ci siamo, con la torre controllo lontana, con il brico sul fuoco e la fiamma puttana.

    Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andarsi bene, un solo sole che forse basterà.
    Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andare insieme, in una vita che forse basterà.
    Questo andarsi bene qua…..


    Sono qui per l’amore, e per tutto il rumore che vuoi
    E i brandelli di cielo che dipendono solo da noi, per quel po’ di sollievo che ti strappano dall’ombelico,
     per gli occhiali buttati, per l’orgoglio spedito,
     con la sponda di ghiaia che alla prima alluvione va giù.. ed un nome e cognome che comunque resiste di più.

    Sono qui per l’amore per riempire col secchio il tuo mare, con la barca di carta, che non vuole affondare.

    Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andarsi bene, un solo sole che forse basterà.
    Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andare insieme, in una vita che forse basterà.
    Questo andarsi bene qua…..


    Sono qui per l’amore, per le facce curiose che fa
    Per le giostre sfinite che son sempre più fuori città,
    stabiliamo per sempre le corsie che ci mandano avanti, e prendiamo le multe tutti belli e cantanti.

    Mordete la vita!

    "...Ma voi non abbiate paura, non preoccupatevi!
    Se voi lo volete, se avete un briciolo di speranza e una grande passione per gli anni che avete.., cambierete il mondo e non lo lascerete cambiare agli altri.
    Vivete la vita che state vivendo con una forte passione.
    Non recintatevi dentro di voi circoscrivendo la vostra vita in piccoli ambiti egoistici, invidiosi, incapaci di aprirsi agli altri.
    Appassionatevi alla vita perché è dolcissima.
    Mordete la vita!
    Non accantonate i vostri giorni, le vostre ore, le vostre tristezze con quegli affidi malinconici ai diari.
    Non coltivate pensieri di afflizione, di chiusura, di precauzioni.
    Mandate indietro la tentazione di sentirvi incompresi.
    Non chiudetevi in voi stessi, ma sprizzate gioia da tutti i pori. Bruciate... perché quando sarete grandi potrete scaldarvi ai carboni divampati nella vostra giovinezza.
    Incendiate.., non immalinconitevi.
    Perché se voi non avete fiducia gli adulti che vi vedono saranno più infelici di voi.
    Coltivate le amicizie, incontrate la gente. Voi crescete quanto più numerosi sono gli incontri con la gente, quante più sono le persone a cui stringete la mano.
    Coltivate gli interessi della pace, della giustizia, della solidarietà, della salvaguardia dell’ambiente.
    Il mondo ha bisogno di voi per cambiare, per ribaltare la logica corrente che è logica di violenza, di guerra, di dominio, di sopraffazione.
    Il mondo ha bisogno di giovani critici.
    Vedete! Gesù Cristo ha disarmato per sempre gli eserciti quando ha detto: «rimetti la spada nel fodero, perché chi di spada ferisce, di spada perisce».
    Ma noi cristiani non siamo stati capaci di fare entrare nelle coscienze questo insegnamento di Gesù.
    Diventate voi la coscienza critica del mondo. Diventate sovversivi.
    Non fidatevi dei cristiani «autentici» che non incidono la crosta della civiltà.
    Fidatevi dei cristiani «autentici sovversivi» come San Francesco d’Assisi che ai soldati schierati per le crociate sconsigliava di partire.
    Il cristiano autentico è sempre un sovversivo; uno che va contro corrente non per posa ma perché sa che il Vangelo non è omologabile alla mentalità corrente.
    E verranno i tempi in cui non ci saranno più né spade e né lance, né Tornado e né aviogetti, né missili e né missili-antimissili. Verranno questi tempi.
     E non saremo più allucinati da questi spettacoli di morte!
     
     

    San Francesco 2° round

    Si parte...
    Destinazione? La Verna
     

            

    donandosi si riceve,dimenticando se stessi ci si ritrova...   

         

    e San Francesco colpisce ancora!!

    solo un numero,bellissimo... che non mi sarei aspettata!!

    e adesso devo solo ricordarmi di scegliere l'università!! =)

    sgaiuz under pressure (ancora per poco!)

     
    PRIMA PROVA: 15 SU 15
    SECONDA PROVA: 13 SU 15
    TERZA PROVA: 13 SU 15
     
    TOTALE: 41 SU 45
    + 20 CREDITI... già matematicamente promossa!!
     
    Lunedì 06 ore 08.15: orale!
     
    Lunedì 06 ore 09.00: INIZIA LA MIA VACANZA DA DIPLOMATA!!!
     
    Comunque finirà, sono contenta perchè ho dato il massimo e ho lottato fino all'ultimo!!
     
    Cara Gaia...
     
     

    ok, sarà anche scontata e banale... Ma è d'obbligo.

     

    Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
    e un pianoforte sulla spalla.
    Come pini di Roma, la vita non li spezza,
    questa notte è ancora nostra.
    Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
    Le bombe delle sei non fanno male,
    è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
    Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
    Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
    stasera al solito posto, la luna sembra strana
    sarà che non ti vedo da una settimana.
    Maturità ti avessi preso prima,
    le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
    Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
    non fermare ti prego le mie mani
    sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
    quando ti vuoi confessare.
    Notte prima degli esami, notte di polizia
    certo qualcuno te lo sei portato via.
    Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
    notte di nonni alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
    Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
    notte di sogni, di coppe e di campioni.
    Notte di lacrime e preghiere,
    la matematica non sarà mai il mio mestiere.
    E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
    ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
    non ti posso far male, se l'amore è amore.
    Si accendono le luci qui sul palco
    ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.
    Forse cambiati, certo un po' diversi
    ma con la voglia ancora di cambiare,
    se l'amore è amore, se l'amore è amore,
    se l'amore è amore, se l'amore è amore,
    se l'amore è amore.

    altro da dire?? O LA VA O LA SPACCA!!! :) Forza!!

    6 Aprile 2009; San Demetrio Ne' Vestini: un pezzo del mio cuore

     
    Questo è stato il luogo delle mie vacanze fin da quando ero piccola:
    qui ci abitavano tutti i parenti: nonni,zii,cugini...
    Qui ogni estate ci ritrovavamo tutti insieme.
    Nella casa enorme di nonna Amalia ci stavamo in 15...
    Qui facevo i miei ruzzoloni in bicicletta assieme ai cugini...
    arrivavamo fino a San Martino e poi scendevamo.
    Le mie cicatrici sul ginocchio me le sono fatte tutte qui..!
    Qui Gianmarco lasciava sempre l'apparecchio sul lavandino e zia Carla gli diceva:
    così aggiusta i tubi dell'acqua.
    Qui quando Fabrizio ballando il "pam-pam" si è rotto i pantaloni.
    Qui d'inverno faceva un freddo tremendo.
    Qui le prime volte in discoteca...Quella all'aperto della sagra.
    Qui mangiavo gli arrosticini e la carne alla graticola di zio Mimmo.
    Qui... il matrimonio di Fabrizio.
    Qui andavo alla sagra del pane e mi facevo passare gli arrosticini gratis da Fabrizio che li cucinava.
    Qui andavo a vedere le Grotte di Stiffe.
    Qui che chiamavo l'amico di Fabrizio "capretta"
    Qui andavo a fare il bagno al Lago Sinizzo.
    Qui andavo ad adottare gattini e cagnolini abbandonati.
    Qui affogavo le piante di nonna assieme a Ludovica.
    Qui che fare lo stradone è una scarpinata infinita.
    Qui che giocavamo a merda e ogni volta Fabrizio metteva regole nuove.
    Qui andavo al monumento ogni pomeriggio con le amiche.
    Qui andavo con zio Mimmo a vedere lo zafferano.
    Qui andavo con Lucia agli allenamenti di pallavolo.
    Qui andavo da Lilly, la cagnolina di mia zia e ci passavo le ore...
    Qui sentii per la prima volta una canzone che sarebbe diventata la mia preferita:
    Lucia,nel soggiorno della casa vecchia al Colle, mi fece ascoltare "la donna cannone" di De Gregori.
    Ancora impresso nella mia mente quel ricordo.
    Qui mi presi la mia prima cotta per un ragazzino più grande...Quanto ridere.
    Qui ci innamorammo dei giostrai.
    Qui Fabrizio volle mettermi il vestito da cavaliere (o da non so chè) e farmi la foto artistica.
    Qui una sera andammo a casa di Valentina a vedere The Ring e poi Ilaria mi portò a casa in scooter.
    Qui che l'ultima sera delle vacanze, siamo andate all'Aquila al concerto di Radio Company.
    Qui ogni volta che arrivavamo c'erano nonna e nonno che ci aspettavano fuori casa.
    Qui ogni volta che dovevo ripartire era un pianto infinito.
    Qui iniziai a innamorarmi della fotografia.
    Qui Lucia mi portava con se quando andava alla pro loco e aveva quella borsa a forma di bauletto
    che mi piaceva tantissimo.
    Qui andavo al Forno da Rossana che mi dava sempre la pizza.
    Qui una volta siamo stati nella casa di Gisella e con Lucia ascoltavamo dalla finestra del bagno la figlia che litigava col moroso mentre il cane ululava...
    Qua una volta al Colle,nella vecchia casa di zia, dovevo chiamare nonno Tonino ma non mi sentiva perchè era sordo.
    Qui una volta Lucia mi disse che non mi voleva a casa e mi aveva prenotato una camera all'hotel "La Pergola".
    Qui venivo a mangiare il gelato al bar Raggio Verde o al Sinizzo.
    Qui venivo dal parrucchiere.
    Qui ogni volta che mangiavo con loro, zio Mimmo mi diceva: sempre senza pane??
    Qui ogni volta cercavo di accarezzare i gatti di nonna ma non ci riuscivo mai
    e non ci sono ancora riuscita.
    Qui ogni volta sentivo Federica che chiamava i fratelli: Francè!!! Daniè!!!
    Qui il funerale di zia e dei due nonni.
    Qui è sepolto papà.
    Qui... un pezzo enorme del mio cuore.
    Qui... un pezzo gigantesco della mia vita.
     
     
      

    RESPINTI ALL'INFERNO

     

    Dedicate pochi minuti del vostro tempo alla lettura di questa bellissima, coraggiosa e documentatissima lettera-denuncia scritta dal Prof. Gerosa, che oltre ad essere un ottimo medico si dimostra anche un grande uomo. La lettera è stata pubblicata sia sul giornale l'Arena che sul quotidiano Avvenire in data 14 maggio. Come scrive il giornalista Fabrizio Gatti "in una democrazia non basta la libertà: servono uomini liberi". Mentre Martin Luther King scriveva: "Non temo le parole dei violenti ma il silenzio degli onesti".

    La verità sui campi libici

     

    Come è noto, motovedette italiane di pattugliamento nel Canale di Sicilia hanno fermato un battello carico di un centinaio di profughi in fuga dalle Coste Africane, e li hanno rinviati in Libia, da dove sembra fossero partiti. Azione definita, con termine elegante e molto appropriato «respingimento». Essa è stata adottata dal nostro Paese - e ripetuta poco dopo - con un certo orgoglio, al grido di «era ora», che sembrerebbe molto condiviso dagli italiani, per lo meno secondo i nostri parlamentari e molti mass media.

    Cittadini intervistati per la strada hanno manifestato soddisfazione perché «finalmente si adottano misure concrete e non chiacchiere» per respingere i clandestini, gli irregolari, e quindi i futuri criminali.

    Molti rappresentanti politici, sia del governo che dell'opposizione, hanno plaudito. Per il Ministro degli Interni si tratta di «una svolta storica nel contrasto dell'ingresso illegale» ovviamente «rivolta soprattutto a punire i trafficanti di merce umana, e rispettosa delle vite dei profughi… che vengono per noi prima di ogni altra cosa».

    E se tra gli sventurati dei barconi ci fossero stati dei possibili rifugiati politici, dei perseguitati aventi comunque diritto all'asilo - come ci viene ricordato anche dall'ONU, ebbene «anche in Libia c'è un CIR (Centro Italiano per i Rifugiati), si possono rivolgere là». La stampa ci avverte però che il Ministro dimentica i dettagli. L'unico CIR in Libia è stato aperto pochi giorni fa, con un solo addetto, nessun finanziamento se non lo stipendio dell'impiegato. Naturalmente non è riconosciuto dalla Libia, cioè dal Paese - che non riconosce nessuna Carta dei Diritti Umani - con cui abbiamo stipulato i costosi accordi per fermare l'emigrazione. Al ministro Maroni fa eco - pur con diverse sfumature, l'entourage governativo, da Ronchi a Bricolo, a Fini stesso. Si associa anche una parte della opposizione: l'ex ministro Fassino conferma la legittimità dell'azione, in linea con i trattati internazionali. Molti «benpensanti della sinistra» ricordano l'ovvietà, cioè che i problemi dei migrantes vanno risolti a casa loro creando - naturalmente al loro Paese - posti di lavoro, libertà e democrazia. Grazie, la soluzione era talmente semplice che non ci eravamo arrivati.

    C'è qualcosa di strano in questa come in altre vicende politiche italiane di questi giorni. E' un poco come se il nostro Paese fosse colpito da un virus encefalitico molto peggiore di quello messicano. Si chiama il silenzio della ragione ed il trionfo della farneticazione. Le verità che infastidiscono vengono sostituite da falsificazioni di comodo, che poi possono essere sempre smentite. Si afferma l'idea che davanti ai problemi del macrocosmo - la povertà, la fame, l'avvento di una società multietnica - complessi e difficili da affrontare, non occorra battersi per cercare faticosamente le soluzioni, ma sia preferibile - e più gradito alle masse elettorali - rimuovere il problema, trasferirlo via da noi, seppellirlo da qualche parte in modo che non dia più fastidio alla vista dei benpensanti. Problema spostato, problema dimenticato, per usare una finezza letteraria di un nostro Parlamentare, che si adatta bene a tutti i poveri ed a chi non ha voce per gridare, non ha mezzi per difendersi.

    Poi però c'è il resto del Mondo. Del Mondo Civile, che ci ricorda qualche verità dimenticata e che rompe questa voluta oscurità. Anzitutto le Nazioni Unite. L'Alto Commissario ci rammenta che la Carta dei Diritti del'Uomo l'abbiamo sottoscritta anche noi, a Ginevra nel 1951. Secondo la quale «chi fugge per timore di persecuzioni dovute alla sua razza, religione, cittadinanza, opinioni politiche, chi fugge dalle guerre e da persecuzioni belliche… ha diritto all'asilo politico»! . Principio ribadito quasi alla lettera dall'articolo 10 della nostra Costituzione. Ebbene, secondo il direttore del Consiglio Italiano dei Rifugiati, Christofer Hein, analizzando le statistiche del Centro di Lampedusa, il 72% dei profughi chiede asilo, e la metà di essi lo ottiene perché ne ha diritto. Come osserva Gianantonio Stella sul «Corriere» probabilmente varie decine nei due-trecento «respinti» avevano titolo all' asilo. E tutti avevano diritto di non essere «infoibati». «Sono stati ricondotti in Libia, abbiamo imboccato la via giusta». Fa specie che tra i politici più entusiasti di questa nuova ma vecchissima strategia emergano anche noti rappresentanti di sedicenti movimenti «cristiani». Per questo fanno bene all'anima gli appelli che si sono levati dalla Chiesa Cattolica a tutela della dignità umana. Andrea Segre ci ha infatti ricordato - in un suo reportage per la Unione Europea, l'inferno dei campi li bici di detenzione dei profughi africani. Dove ad esempio i migranti etiopi od eritrei di religione copta vengano torturati dai carcerieri libici, fino alle esecuzioni sommarie. Dove - dati confermati dalla Charitas, Medecins sans Frontieres, Amnesty etc.- la maggior parte delle donne e molti dei minori vengono sistematicamente e ripetutamente violentati. Dove - secondo il rapporto 2006 del Direttore del Sisde, dr. Mori, al comitato parlamentare di controllo - «i clandestini vengono raccolti nei furgoni come cani, bastonandoli e legandoli, e trasportati in campi profughi dove i sorveglianti lavorano con maschere per gli odori nauseabondi», dovuti alla mancanza di qualsiasi struttura igienica o di polizia obituaria. Testimoni anzi hanno descritto nel campo di Seba, scenari di vita preistorica . Secondo l'Alto Commissariato ONU «i container viaggiano nel deserto con il loro carico umano per due tre giorni, senza viveri né acqua, con i prigionieri che bevono la propria urina…». Secondo Fortress Europe (Osservatorio sulle Vittime delle Migrazioni), mediamente ogni anno 3000-4000 persone muoiono perché abbandonate nel deserto lungo la frontiera libica con il Niger, Ciad , Sudan o Egitto, e più o meno altrettante vengono vendute ai mercanti di schiavi».

     

    Cadono le braccia. Fermiamoci qui.

     

    Nessuno pretende che lo spirito più profondo del cristianesimo, il suo più grande e delicato contenuto esistenziale possano essere compresi, introiettati e vissuti da tutti sul pianeta, anche dal predone del deserto nato, ed educato nella legge della violenza e della sopraffazione . Sappiamo che può essere molto difficile riconoscersi realmente nel sommo comandamento, e praticarlo, ancor più in questa «affluent» e fatua società. Un logo che reciti «ama il prossimo tuo come te stesso» può apparire troppo impegnativo ed impraticabile tra i cellulari ed il jet set, apparentemente così lontani dalle miserie del Terzo e Quarto Mondo. Ma sembra opportuno, visti i tempi, che qualcuno ricordi almeno ai consorzi umani di ispirazione cristiana, e soprattutto a quei responsabili politici che in questi giorni hanno inneggiato al «respingimento» dei profughi, e che al primo accenno alle cellule staminali o alle unioni civili sbandierano il loro inossidabile cristianesimo, qualche concetto che sembra caduto nell'oblio. Come dicevano Giovanni e Pietro nelle loro Lettere, «Deus Charitas est». Senza alcuna retorica, sarebbe forse utile certi nostri parlamentari provassero a rivalutare le loro decisioni nelle vicende di questi giorni ricorrendo al giudizio di un personaggio spesso da loro stessi evocato e celebrato: Madre Teresa. Che così definiva l'unico vero significato della nostra esistenza: «Combattere perché si riconosca Cristo in ogni uomo, arrivare a Dio amando le sue creature».

    Ci riflettano un momento in silenzio. Dopo, solo dopo, riprendano pure le interviste sulla «svolta storica» , sui «fatti invece delle chiacchiere» etc etc.

     

     

     

    Prof. Massimo Gerosa, Ordinario di Neurochirurgia, Università di VERONA

    Credo che tutto ciò che è stato inventato, prima qualcuno lo abbia sognato

     
    Come se davanti a me ci fosse una finestra aperta
    e riuscissi a vedere l'ìmmensità di ciò che mi aspetta...
    Prati verdi, scalate, salti nel vuoto e salti sul morbido...
     
    Un'altra,un'ennesima fine: ma ogni fine presuppone l'inizio di altre cose...
    Scelte da prendere,tante,troppe...
    Talmente tante e tanto difficili da averne paura.
     
    Eppure c'è Qualcuno che la sta sognando con me,
    sta sognando la mia vita.
     
    Non volevo credere ai sogni - A suo tempo tutto comprenderai
     
    Per ora aspetto e pazientemente sogno.
    E quei sogni, tanto grandi (forse troppo grandi!) li porto con me,
    tra i miei libri e le mie paure.
    E mi riprendo quella libertà che avevo perso...
    La libertà di scegliere per me, di fare scelte MIE, in funzione di ME STESSA,
    libertà di VIVERMI!
     
    Ed è così che... mi prendo l'impegno di sognare.
     

    la voglia rimane...

     
    ... nonostante le ferite che ancora bruciano!
     

    PANE E CASTAGNE - DE GREGORI
     
    Mangiamo pane e castagne, in questo chiaro di luna,
    le mani ben ancorate su questa linea.
    Domani ce lo diranno dove dobbiamo andare,
    domani ce lo diranno cosa dobbiamo fare.
    Ci sta una terra di nessuno, da qualche parte del cuore,
    come un miraggio incastrato la noia e il dolore.
    Domani ce lo diranno come dovremo passare,
    ma c'è una terra di nessuno e ci si deve arrivare.

    Aspettami ogni sera davanti a quel portone,
    e se verrai stasera ti chiamerò per nome.
    Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
    ma se mi chiami amore, io ti risponderò.

    Mangiamo pane e castagne, come una poesia,
    perduta nella memoria dai tempi di scuola.
    Domani ce lo diranno, cosa vorranno che sia,
    ce lo diranno domani, prima di andare via.
    Aspettami ogni sera davanti a quel portone,
    e se verrai stasera ti chiamerò per nome.
    Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
    ma se mi chiami amore, ti riconoscerò.

    ...

     

    Le ragazze sono come le mele sugli alberi.

    Le migliori sono sulla cima dell’albero.

    Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché

    hanno paura di cadere e ferirsi.

    In cambio, prendono le mele marce che sono cadute

    a terra, e che, pur non essendo così buone,

    sono facili da raggiungere.

    Perciò le mele che stanno sulla cima dell’albero, pensano

    che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà

    “Esse sono grandiose”. Semplicemente devono essere

    pazienti e aspettare che l’uomo giusto arrivi, colui che sia

    cosi coraggioso da arrampicarsi fino alla cima

    dell’albero per esse.

    Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà

    bisogno di noi e ci ama farà

    di tutto per raggiungerci.

    La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per

    essere calpestata, né dalla testa per essere superiore.

    Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere

    protetta e accanto al cuore per essere amata.

    amare,voce del verbo morire

     
    Se il chicco di grano caduto in terra non muore,
    rimane solo;
    ma se muore,
    produce molto frutto.
     

    it doesn't need other words

     
     
    L’ironia del destino vuole che io sia ancora qui a pensare a te
    nella mia mente flash ripetuti, attimi vissuti con te.
    E’ passato tanto tempo ma tutto é talmente nitido,
    cosÏ chiaro e limpido che sembra ieri...
    Ieri, avrei voluto leggere i tuoi pensieri
    scrutarne ogni piccolo particolare ed evitare di sbagliare,

    diventare ogni volta l’uomo ideale,
    ma quel giorno che mai mi scorderò
    mi hai detto: “non so più se ti amo o no ... domani partirò
    sarà più facile dimenticare... dimenticare...

    ... e adesso che farai?” Risposi: “io...non so”
    quel tuo sguardo poi lo interpretai come un addio,
    senza chiedere perché, da te mi allontanai
    ma ignoravo che in fondo non sarebbe mai finita.


    Teso, ero a pezzi ma un sorriso in superficie
    nascondeva i segni d’ogni cicatrice
    nessun dettaglio che nel rivederti potesse svelare
    quanto c’ero stato male,
    quattro anni scivolati in fretta e tu
    mi piaci come sempre... forse anche di più,
    mi hai detto: “so che é un controsenso ma
    l’amore non é razionalità...non lo si può capire...”
    ed ore a parlare, poi abbiam fatto l’amore...
    ed é stato come morire... prima di partire.
    Potrò mai dimenticare... dimenticare...

    L’infinito sai cos’é? ... L’irraggiungibile fine o meta
    Che… rincorrerai per tutta la tua vita,
    “ma adesso che farai?... adesso io ... non so... “ infiniti noi
    so solo che non potrà mai finire
    mai ovunque tu sarai, ovunque io sarò
    non smetteremo mai
    se questo é amore ... é amore infinito

    Modena City Ramblers

    18 Aprile 2009
    Marghera
     
     
     
    ce la farò almeno stavolta a vedermi un loro concerto???

    Per le strade del mondo

     

     

    Libera per le strade del mondo

    c’è l’immagine di noi

    uomo o donna

    bambino o vecchio

    siamo polvere al vento

     

    e non ci stancheremo mai

    di dare un senso all’infinito

    e non ci prenderanno mai

    siamo la luna in fondo al dito

     

    Libere per le strade del mondo

    le domande vagano

    senza sosta

    senza risposta

    Questo è un giro di giostra

     

    e non ci perderemo mai

    ad ogni incrocio del destino

    e non ci inganneranno mai

    un’altra Arianna senza il filo

     

    Libera per le strade del mondo

    gioia e vita

    luce e amore

     

    Liberi per le strade del mondo

    Siamo ruote del carro

    Siamo schegge nel tempo

     

    Giorgio Barbarotta

    finalmente è arrivato il momento di inserire questa canzone,non solo nel blog ma anche nel cuore. Stavolta per davvero...

    ...So che cadrò,che forse non ci riuscirò
    che fra qualche tempo mi dirò "lascia stare,
    è meglio lasciarsi cullare dalle proprie illusioni",
    ma devo almeno provarci.
    Devo chiudere: tutto ciò che è stato aperto e tutto ciò che mi sono aperta da sola.
    Chiudere,troncare,spezzare,tagliare...
     
    Luoghi inviolabili della memoria
    Soltanto gli orli un po’ sfocati ma così indissolubili
    e così troppo intensi da dirsi
    dimentica quello che è stato comunque non ritornerà
    dimentica le mie parole se puoi perdonaci
    non sempre c’è un lieto fine
    dimentica l’amore forse anche il dolore passerà
    dimentica le cose belle e tutto il male sai di colpo sparirà

    ovunque io sarò comunque mi resterà qualcosa di te
    forse attimi ma eterni
    dimentica tutti quei giorni perché l’amore è fisico
    gli addio e i ritorni era una storia che viveva in bilico
    un sentimento così forte che spesso passa il limite
    non vuoi lasciarlo andare perché in fondo sai che non ti lascerà
    dimentica il dolore forse l’amore ti ripagherà
    dimentica tu fallo per me che ancora non so dimenticare te
    dimentica perché io ancora non so dimenticare dimenticare..
     
    Raf - Dimentica
     
    quando l'ho messo ho detto "non lo toglierò mai..."
    Quel MAI è arrivato, si chiama 1 febbraio 2009
    ed è meglio così

    Il doloroso peso della memoria

     
    Non chiamiamolo Olocausto: l'Olocausto è un rito religioso di sacrificio per Dio.
    Lo sterminio è stato l'atto più distruttivo che l'uomo abbia mai potuto commettere.
     
     
    Son morto che ero bambino
         son morto con altri cento
         passato per il camino
         ed ora sono nel vento.
         Ad Auschwitz c'era la neve
         e il fumo saliva lento
         nel freddo giorno d'inverno
         e adesso sono nel vento.
         Ad Auschwitz tante persone
         ma un solo grande silenzio
         è strano non ho imparato
         a sorridere qui nel vento.
         Io chiedo come può un uomo
         uccidere un suo fratello
         eppure siamo a milioni
         in polvere qui nel vento.
         Ma ancora tuona il cannone
         ancora non è contenta
         di sangue la belva umana
         e ancora ci porta il vento.
         Io chiedo quando sarà
         che l'uomo potrà imparare
         a vivere senza ammazzare
         e il vento mai si poserà.
         Ancora tuona il cannone
         ancora non è contento
         saremo sempre a milioni
         in polvere qui nel vento.
     
    e il papa toglie la scomunica ai vescovi che negano l'esistenza della Shoah? Sono senza parole!
    Anche io,cristiana cattolica,davanti a queste cose,rimango orripilata!